Acqua e la sua Memoria

Acqua e la sua Memoria

Si, l'acqua ha memoria! Trasporta informazioni e non solo.

Memorizza le informazioni sotto forma di frequenze.

Ho letto molti testi riguardanti la memoria dell'acqua, tutti interessanti ed esplicativi.

Ho un amico che trasmette le informazioni all'acqua per curare le persone. Il bello di questo sistema è che, l'acqua memorizza solo il principio attivo, quello benefico in pratica. Se vogliamo trasferire le informazioni di una semplice Aspirina ad un bicchiere di acqua, questa recepisce solo il principio attivo ed alla fine, il bicchiere d'acqua diventa più efficace della pastiglia di Aspirina, con zero effetti collaterali.

Sto farneticando? Mah, proviamo altri esempi reali! I Fiori di Bach per esempio, cosa sono? Acqua e basta, ma con le informazioni dei fiori reali.

Acqua e vita sono sempre stati collegate fin dall’antichità. Ogni rito di purificazione prevedeva lavaggi e abluzioni con acqua, a volte per giorni, come avveniva per i fedeli greci che si recavano all’isola sacra di Delos, non prima di sostare nell’isola vicina di Tinos dove praticavano purificazioni nelle vasche del santuario di Poseidone, indispensabili per arrivare al luogo sacro. In tempi più recenti si ricorda che il Metodo Kneipp, sviluppato in Germania nel XIX secolo prevedeva numerose terapie a base di acqua, sia per uso esterno che interno. Con l’arrivo della moderna farmacologia l’uso terapeutico dell’acque è stato riservato all’area benessere delle numerose spa moderne diffuse in tutta Europa.

Ma veniamo alla memoria. L’acqua coerente può trasmettere segnali all’esterno e anche riceverne. Quella melodia elettromagnetica che caratterizza l’acqua della vita, è in perenne conversazione con l’esterno: se quindi in quell’acqua mettiamo, per esempio, il DNA di un organismo vivente, quel segnale viene registrato sotto forma elettromagnetica. Ovvero, l’acqua conserva memoria di ciò con cui è venuta a contatto. Cosa ancor più stupefacente: il segnale che memorizza il contatto tra l’acqua e il DNA è biologicamente attivo, ovvero può essere usato per trasferire informazioni, potenzialmente terapeutiche, ad altri esseri viventi.
Non si tratta, però, solo di una teoria, poiché l’idea è stata confermata da uno straordinario esperimento scientifico, uno dei più importanti degli ultimi dieci anni. L’esperimento firmato da Del Giudice, Montagnier e dal Memory Water Team, è stato già accolto tra le pagine di un libro fondamentale per gli studi sulla memoria, il “Routledge International Handbook of Memory Studies”, un libro che raccoglie i risultati più importanti degli ultimi anni, dettando le future direzioni della ricerca di settore.

È chiaro che siamo di fronte a un drastico cambio di paradigma nell’ambito della biologia: l’acqua, secondo queste ricerche, non è solo un mezzo o un solvente che accoglie la biochimica organica, ma diventa il “direttore d’orchestra” della vita stessa. In ogni momento riceve e distribuisce informazioni vitali.

La memoria quantistica dell’acqua può spiegare, ad esempio, perché, contrariamente a ciò che dicono gli scettici, i rimedi omeopatici o i fiori di Bach funzionano veramente. L’acqua dei rimedi è giunta in contatto con alcune sostanze, conservandone la memoria: anche se non contengono la sostanza in quantità attive secondo la farmacologia classica, una volta somministrati al paziente, quei rimedi sono in grado di informare le cellule, rilasciando segnali elettromagnetici e svolgendo così la loro azione curativa. Già oggi è in uso un’acqua super-coerente, prodotta artificialmente, che risulta particolarmente efficace nel trattenere e distribuire informazioni (acqua attivata con il metodo WHITE Holographic Bioresonance).

Ovviamente siamo solo all’inizio dell’esplorazione. Tuttavia, in prospettiva futura, si vedono già campi di applicazione di notevole interesse anche dal punto di vista clinico o preventivo. Non si tratterà più di dare farmaci ma acqua “coerente”, cioè informazioni strategiche alle cellule malate.

Pensiamo ai tumori: se riusciamo, attraverso l’acqua coerente, a trasferire informazioni alle cellule maligne, potremmo indurle a produrre DNA che, per esempio, le costringe a morire. Sarebbe un trattamento non invasivo e con pochi effetti collaterali, perché l’informazione risuonerebbe solo con le cellule tumorali.

Oppure, si sta già pensando di sviluppare una nuova tecnologia per rilasciare segnali elettromagnetici tipici dell’acqua super-coerente promotrice della vita e della salute. Questi segnali potrebbero essere semplicemente emessi attraverso uno smartphone. Insomma, molto bolle in pentola…

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